Tre libri che ti faranno venire voglia di cambiare vita

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In passato leggevo molto più di adesso. Purtroppo (o per fortuna) i continui “alerts” provenienti dallo smartphone fanno si che ogni momento sia buono per controllare e-mails, social networks, chats e leggere blogs. Quest’ultimi, volenti o nolenti, hanno in gran parte sostituito il tempo che veniva dedicato ai libri. Sembra che non ci sia più il tempo per leggere con tranquilità, le informazioni devono essere trovate rapidamente e altrettanto velocemente dimenticate.

Per quanto mi riguarda subisco ancora il fascino del libro cartaceo, magari di seconda mano comprato in uno dei pochi negozi di libri usati che restano aperti pur senza guadagnare. Sono lì dove sono sempre stati, con scaffali che traboccano di libri in lotta contro polvere ed umidità. Sono destinati all’estinzione, in un Mondo che non ha più il tempo di recarsi al negozio senza avere la certezza di trovare ciò che si cerca. E non senza aver letto almeno alcune review positive online, che altrimenti poi cosa mi vanno a vendere?

La praticità degli ebook è indubbia, soprattuto quando si viaggia. Poter avere 1000 libri contenuti in un tablet che pesa meno di 100 grammi è una cosa impagabile quando si viaggia zaino in spalla per lunghi periodi. Senza dimenticare che ovunque ci troviamo basta collegarci ad Internet e scaricare qualsiasi cosa desideriamo leggere in quel momento. Sono finiti i tempi in cui ci si arrabbiava quando in ostelli dall’altra parte del Mondo c’erano solo libri in Tedesco ed Ebraico!

La cosa che in qualche modo però mi rasserena, è che sul lungo termine nessun backup riuscirà mai a salvare tutti questi files. Si ritroveranno tutti nel “paradiso dei bits“, intrappolati in hard-disk danneggiati o in cartelle online ormai irraggiungibili. Ma nessuno in fondo li rimpiangerà, sono state presenze effimere su qualche display di tablet o telefono cellulare.

Ieri ho aperto l’ultimo scatolone del mio trasloco Londinese, e con mia sorpresa ho trovato alcuni libri che avevo deciso di non regalare solo per fare spazio. Ci tenevo a conservarli, e appunto ritrovarli. In particolare ne ho trovati tre che hanno fortemente influenzato le mie scelte negli ultimi anni. Libri che mi hanno fatto pensare, pianificare e poi mettere in atto le mie decisioni. Questi non si sono persi: le pagine mostrano gli anni che passano, ma la forza delle parole è immutata nel tempo.

 

1 – “Adesso Basta” di Simone Perotti

Dopo diciannove anni di lavoro come manager, Simone Perotti decide di cambiare vita e fare downshiftSi dedica ora alle sue grandi passioni, la scrittura e la vela. Questo è stato il primo libro in Italia che abbia trattato di downshifting. Ha avuto un successo notevole, dando voce ad un sentimento represso verso la rigidità del lavoro che limita la nostra libertà e tempo libero. Ci sono state anche critiche riguardo al fatto che per un ex-manager sia più facile disporre di risparmi per finanziare cambiamenti di vita. 

adesso basta perotti

A mio parere il libro presenta molti spunti di riflessione, soprattutto relativamente ai consumi della società moderna. Ad esempio parlando del fatto che ormai non si ripara più nulla, ma tutti i beni di consumo vengono sempre sostituiti in nome del capitalismo. Ma anche argomenti quali il degrado del vivere nelle gradi città e la non flessibilità del lavoro in Italia che predilige la quantità e non la qualità.

E’ sicuramente vero che avere disponibilità finanziaria aiuta enormemente il cambiamento, ma credo che l’ostacolo maggiore sia sempre la paura del perdere le certezze a cui siamo abituati. Il non poter contare su un reddito mensile fisso e garantito è origine di paure anche per chi in banca ha risparmi cospicui. Il downshifting è un percorso che porta verso il minimalismo, verso i bisogni reali e non quelli imposti dalla società capitalistica.

Il libro di Perotti è un’analisi della nostra società che evidenzia come sia difficile uscire dal circolo “produci e consuma“. Una volta che si tenta il passo, è facile ritrovarsi soli e in qualche modo un po’ emarginati dalla società che richiede certi canoni. Credo che la chiave di lettura sia nel capire quali sono i bisogni primari di ognuno, e scegliere il percorso più adeguato per soddisfarli.

La libertà è un altro argomento trattato, così come è spiegato che avere sogni difficili da realizzare non è sbagliato come a volte ci viene fatto credere. Ridurre i consumi per ridurre il denaro necessario a vivere è il primo passo. Capire quali sono i bisogni reali e isolarli da quelli indotti. Non cadere nella trappola del marketing che ci induce a guadagnare di più per poter spendere di più in cose non necessarie. Liberarsi dallo status sociale per raggiungere la libertà di agire e di essere.

 

2 – “Vagabonding – L’arte di girare il Mondo” di Rolf Potts

Dopo aver lavorato per alcuni mesi come giardiniere a Seattle, Rolf Potts utilizza i soldi risparmiati per comprare un furgone Volksvagen. Da li comincia un viaggio di 8 mesi attraverso tutta l’America del Nord.

In seguito si trasferisce in Corea del Sud dove insegna inglese per due anni, e nel frattempo comincia a scrivere di viaggi per un giornale online. Rolf è stato uno dei primi scrittori di viaggi a pubblicare sul Web, quando ancora i blogs non esistevano e Internet non era a disposizione di tutti. Adesso scrive per testate famose quali National Geographic, Condè Nast raveler e The Guardian.

Vagabonding parla di come prendere una pausa dalla vita normale – sei settimane, quattro mesi o fino a due anni – per scoprire ed esplorare il Mondo a modo nostro. Rolf spiega come chiunque abbia uno spirito indipendente possa viaggiare per lunghi periodi. Il vagabondaggio, secondo lui, non è soltanto un viaggio ma un vero e proprio stato d’animo.

potts vagabonding

Il libro tratta argomenti quali trovare il denaro per finanziare il viaggio, scegliere la destinazione, risparmiare in vista della partenza, lavorare durante il viaggio e come fare volontariato. Ma non è solo un manuale pratico, spiegando anche il percorso personale che porta ad imbarcarsi in un’avventura del genere. Rolf lo chiama un viaggio “anti-sabbatico”, una prova con se stessi che comincia ben prima di svolgere il percorso stabilito.

Vagabonding pone l’enfasi sull’essere liberi e creativi quando si viaggia. Avendo molto tempo a disposizione, non c’è più la necessità di correre per seguire itinerari prestabiliti. In questa situazione si entra a far parte dei “nuovi ricchi“, quelli che hanno tutto il proprio tempo a disposizione.

Il concetto di “life on the road” può intimorire, e il libro spiega come questo sentimento debba essere trasformato in curiosità e voglia di avventura. I pericoli possono essere evitati usando cautela e buon senso, mentre i problemi trasformati in opportunità. Fare autostop in Est Europa, pilotare una barca per 900 km nel delta del Mekong, attraversare Israele a piedi, guidare una Land Rover attraverso il Sud America sono solo alcune delle avventure di Rolf in anni di viaggi.

Vagabonding è basato sul concetto del viaggio lento, con piccoli budget, approfittando delle esperienze e occasioni che la strada offre. Non avere un itinerario preciso, un piano definito, fa tutto parte del gioco. Incluso capire che l’ostacolo maggiore per intraprendere un’avventura del genere è vincere la paura dell’ignoto e lasciarsi alle spalle le abitudini. La libertà è la fuori che ci aspetta.

Più associamo le esperienze con il loro valore monetario, più siamo portati a pensare che i soldi sono quello che ci serve per vivere. E più associamo il denaro con la vita, tanto più ci convinciamo che siamo troppo poveri per comprarci la libertà.

Rolf Potts

 

3 – “Steve Jobs” di Walter Isaacson

Utilizzo un MacBook in quando lo considero un ottimo computer portatile, però allo stesso tempo non sono un “evangelista” dei prodotti Apple. Ho avuto in passato un iPhone ma non credo ripeterò l’esperienza. A dire il vero non sono neppure un fan di Steve Jobs come personaggio pubblico, troppo legato al profitto ma tentando sempre di farlo passare per il bene comune derivante dallo sviluppo di tecnologia.

jobs biografia

Seppur discutendo il capitalismo intrinseco e l’ossessione di far soldi che permea tutta la vita di Steve Jobs, quello che mi ha appassionato è stata la forza con cui credeva delle proprie idee. Quest’ultime hanno rivoluzionato la nostra era con invenzioni considerate improbabili solo 20 anni fa. La sua inventiva e immaginazione, spesso al limite dell’ossessione, gli hanno fatto capire che la chiave per il successo nel ventunesimo secolo sta nella combinazione tra creatività e tecnologia.

Nessuno prima di Jobs aveva imposto un design agli oggetti tecnologici, e questa sua fissazione gli costò il licenziamento dall’azienda che lui stesso aveva creato. All’epoca aveva 30 anni. Dopo un periodo di sconforto, la sua reazione fu crearne altre due dimostrando a tutti quanto sia importante credere nelle proprie idee e portarle avanti con determinazione. Ecco alcune estratti del famoso dicorso all’Università di Stanford:

Non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: le vostre sensazioni, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.

Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.

Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi. Siate affamati. Siate folli.


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Valerio Plessi - Viaggiatore, fotografo e adesso anche blogger. Ho studiato e lavorato in Belgio e Stati Uniti ma adesso la mia base è Londra. Ho viaggiato in 45 paesi sempre in maniera indipendente, tra cui 14 mesi zaino in spalla dal Messico fino all'Argentina. Mi piace scrivere di viaggi e stili di vita alternativi.

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comments

7 Comments

  1. Li ho tutti e tre!

    Di Simone Perotti consiglio anche “Avanti tutta” (dove riprende il discorso del denaro necessario per effettuare il cambiamento confermando che su “Adesso basta” aveva fatto un calcolo in “eccesso”) e “Ufficio di scollocamento che è una risposta concreta sul falso mito della pensione.

    Vagabonding lo acquistai su “suggerimento” di Timothy Ferriss che ne consigliava la lettura su “4 ore alla settimana”.
    Da allora leggo il suo blog.

    Anche io come te non sono cliente né evangelista Apple ma ho apprezzato vari aspetti della personalità di Jobs.

    • Cambio Vita says:

      I libri di Perotti che citi non li ho letti, magari li metto in lista!

      Quattro ore alla settimana lo trovai troppo antiquato rispetto al mondo Internet di adesso, comunque leggendo tra le righe offriva spunti interessanti.

      I tre libri del mio post credo diano una visione da diversi punti di vista dei cambiamenti a cui stiamo assistendo negli ultimi 5-6 anni: senza idee nuove (da seguire con determinazione) e creatività è difficile al giorno d’oggi riuscire in qualcosa.

  2. “4 ore alla settimana” credo abbia 8 anni che su Internet sono un’eternità. Ma certi aspetti sono attuali come ad esempio l’outsourcing.

    A differenza di Vagabonding, Ferriss si concentra di più sul concetto di “micro pensionamento” che è differente dal nomadismo digitale.

  3. Francesca says:

    Vale, scrivi proprio bene! Senti a me il libro scrivilo tu!

  4. Elisabetta says:

    Ciao! Che bello aver scoperto il tuo blog “per caso”! (niente avviene per caso). Prima di tutto, è vero, anch’io una volta leggevo di più, ma dopo l’acquisto del maledetto smartphone mi ha cambiato la sana abitudine di leggere spesso. Urge rimediare.
    Il libro che mi ha fatto venire voglia di cambiare vita è stato “Mollo tutto! E faccio solo quello che mi pare” di John Williams.
    Lo lessi in treno andando e poi tornando dalla Slovenia. Scesi dal treno e decisi di cambiare vita. In bocca al lupo, ti seguirò!

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