Alessandro lascia l’ufficio e cambia vita lavorando online

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La storia di Alessandro che lascia l’ufficio e cambia vita creandosi un’attività lavorativa tramite Internet.

Dopo qualche anno di lavoro come impiegato, Alessandro si accorge che il lavoro che svolge ogni giorno non gli fornisce più stimoli e occasioni di apprendimento. Decide quindi di lasciare la comoda e stabile vita da dipendente per lanciarsi nel mondo freelance online.

Questo gli ha permesso di liberarsi dall’obbligo territoriale di vivere in una grande città come Roma, oltre a poter organizzare il tempo a suo piacimento. Al momento vive in un borgo del Lazio, e progetta di trasferirsi a Malta o nelle Canarie per completare il suo sogno di diventare nomade digitale!

 

1- Che lavoro facevi prima e che lavoro fai adesso?

Subito dopo il congedo militare iniziai a lavorare come tecnico responsabile presso un centro multiservizi Citroen. Mi occupavo della revisione dei veicoli (sono perito meccanico). Per una serie di situazioni me ne andai dopo nove mesi. Venni contattato dalla multinazionale con la quale in seguito lavorai per otto anni. Ma non venni assunto subito. Dopo il primo colloquio non mi fecero sapere nulla.

Nel frattempo inviai il mio cv a un’azienda americana che si occupava dello sviluppo, la stampa e la distribuzione delle pellicole cinematografiche (italiane ed estere). Mi candidai in quanto lessi che cercavano dei tecnici. Venni messo nel reparto della stampa dove – su 7 ore al giorno – lavoravo metà del tempo in semioscurità per non danneggiare le pellicole.

Questa breve esperienza in fabbrica mi fece aprire gli occhi sul ruolo e il ruolo degli operai (molto simile a quella di un impiegato in ufficio che svolge le stesse mansioni).

alessandro cosimetti

Alessandro Cosimetti

Per mia fortuna venni contattato nuovamente dall’azienda con cui avevo sostenuto un primo colloquio che mi assunse come apprendista (avevo 22 anni). In seguito – dopo 2 anni – ottenni il contratto indeterminato. Mi occupavo della valutazione e la vendita delle autovetture che rientravano dal noleggio (lungo o breve termine) vendute su tutto il territorio nazionale. Vendevamo su vari canali: ai privati, ai commercianti, per esportazione e su rottamazione.

Dopo quasi otto anni diedi le dimissioni. La mia curva di apprendimento si era mirabilmente stabilizzata. Mentre i primi anni furono un costante apprendere, negli ultimi smisi di imparare. In seguito lavorai 6 mesi sempre con contratto indeterminato presso un’azienda che si occupava di gestire le flotte auto aziendali italiane mediante interfaccia web. Fu l’ultima esperienza come dipendente.

Ora mi occupo di curare la presenza e strategia online di un’azienda che gestisce interi parchi auto, monitorandone gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Con la stessa gestiamo altre attività tra cui la vendita online di lubrificanti auto in esclusiva sul territorio nazionale. Inoltre autonomamente o in partnership, mi occupo di acquisizione contatti, email marketing, blogging aziendale e self publishing

 

2- Come cambia la vita lavorando online e cosa ti ha spinto verso il cambiamento?

Gli ultimi anni in azienda li passavo in questo modo. Lavoravo otto ore (anche più) al giorno in ufficio. Tornavo a casa e riaccendevo il notebook. A quei tempi cercavo un’attività da poter seguire nel tempo libero ma che soprattutto mi consentisse di ottenere una rendita in maniera (quasi) automatica.

Agli inizi mi interessai al trading online. Seguii anche dei costosi corsi. Poi casualmente conobbi quella che oggi molti conoscono come self publishing. Inizialmente cercavo solo il modo di creare, promuovere e vendere i miei ebook.

Questo mi spinsi a studiare il marketing online, il blogging, i motori di ricerca. Investivo il mio denaro nella formazione sottraendolo agli svaghi. Era il 2006. Ancora non avevo dato le dimissioni dalla prima azienda.

Nel 2008 posi fine definitivamente alla mia esperienza come dipendente. Lavorare per gli altri cominciava a starmi stretto. A 22 anni stare in una multinazionale era il massimo. Sognavo di fare carriera. L’ambiente era stimolante.

Ma poi tutto divenne così intollerante. In particolare detestavo il vincolo territoriale e il fatto di coordinare sempre con qualcuno ogni singolo giorno di ferie. A quei tempi già viaggiavo con i voli low cost che non erano diffusi come lo sono ora.

Oltre a questo lavoravo a Fiumicino mentre vivevo al centro di Roma. I primi anni usavo il treno e il pullman mentre in seguito fui costretto (pessimo servizio di trasporto pubblico) a usare l’auto (per fortuna noleggiata dove lavoravo con una tariffa speciale) per non rischiare di fare tardi ogni giorno.

 

borgo maenza

Borgo di Maenza dove Alessandro vive attualmente

3- Quali sono i pro e contro del tuo nuovo stile di vita?

I vantaggi sono sicuramente il fatto di poter lavorare ovunque.

Già il solo evitare di dover uscire di casa per recarsi in ufficio è un’enorme vantaggio sia economico che salutare. Gestisco le mie giornate come preferisco. Ad esempio posso allenarmi tranquillamente la mattina invece di subire il caos più totale tipico delle palestre dopo le 18.

Altro vantaggio è la possibilità di lavorare su qualcosa di mio. Di consulenze ne ho sempre fatte poche. Preferisco collaborare su un progetto piuttosto che lavorarci e poi andarmene.

Lo svantaggio più grande dovrebbe essere il rischio del reddito non garantito. Ma più passa il tempo e meno sento questa differenza. Il mercato del lavoro è cambiato in una maniera così radicale che resto ancora stupito da coloro che sperano in un posto fisso. Badate, non è una questione economica.

La crisi non c’entra nulla. Viviamo ormai in un mercato sempre più globale dove la competitività è spietata, in costante crescita e a pochi passi da noi. 

Il rischio di un impiego come dipendente è vivere questo cambiamento da anestetizzato. Con uno stipendio assicurato a fine mese non ve ne accorgete. Ma quando sarete chiamati a risponderne, forse, sarà troppo tardi.

Non sto dicendo di mollare un “posto fisso” (lo metto tra virgolette) ma di capire, ora, le dinamiche del mercato del lavoro. Fate in modo di non arrestare mai il vostro apprendimento. Non rinunciate all’opportunità d scoprire nuovi scenari magari in espansione nel breve periodo.

 

4- Pensi che l’Italia sia pronta per i nuovi lavoratori del web/remoti?

No, non credo sia pronta per una questione prettamente culturale. Il nostro è un paese fortemente arretrato e conservatore. Ma questo se gestito correttamente potrebbe diventare un vantaggio.

Me ne accorgo nel settore automotive dove – oltre ad altre attività – lavoro ancora. Nel 2009 trasformai il blog personale di mio fratello (a quei tempi manager presso un’azienda) dedicato alle autoriparazioni (nato nel 2008 da un mio suggerimento) nell’attuale blog di quella che oggi è la sua società. In questo settore siamo stati i primi a fare un certo tipo di comunicazione su Internet e i risultati ci stanno dando ragione.

Quindi, essere tra i pionieri, può fare la differenza.

 

5- Qual è secondo te il fattore chiave per avere successo nel mondo professionale di Internet?

Senza dubbio aggiornarsi continuamente guardando oltre i confini geografici che su Internet neanche esistono. Ultimamente ad esempio sto seguendo dei marketer spagnoli che sono veramente in gamba oltre ai noti in lingua inglese.

Le dinamiche su Internet viaggiano a una velocità incredibile. Cinque anni equivalgono a dieci o quindici rispetto al mondo off-line.

 

alessandro cosimetti

Alessandro Cosimetti

6- Riesci a guadagnare abbastanza per soddisfare tutti i tuoi bisogni?

Mi considero un minimalista aspirante downshifter. Questo spiega perfettamente quelle che sono le mie esigenze. Attualmente mi divido tra Roma e un borgo a un centinaio di chilometri dalla capitale. Lo scorso anno acquistai una casa di 45 mq con cantina a 21.000 euro in ottime condizioni. Lo feci per recuperare delle imposte di una precedente compravendita immobiliare (ah, per un breve periodo mi sono interessato alle aste giudiziarie).

Nonostante questo non metto dei paletti per i miei guadagni. Trovo che sia controproducente autolimitarsi economicamente se questo non compromette lo stile di vita che perseguiamo. In fondo il denaro può servire anche per aiutare gli altri.

 

7- Credi che il minimalismo sia un passo fondamentale verso la libertà/cambio di vita? Tutti possono farlo?

Credo sia soprattutto un’opportunità per comprendere il vero valore del nostro tempo. Se non sbaglio non staremo su questa terra in eterno. Il minimalismo non è una costrizione. Il problema non è riuscire a guadagnare molto. Certo l’autore di un romanzo di successo o un famoso cantautore possono guadagnare bene e vivere nell’ozio (oggi possibile anche con delle attività su Internet) campando di rendita.

No, non esistono rinunce. Piuttosto svolgere un lavoro che detestiamo e che non ci gratifica umanamente (e non economicamente) è la vera perdita. Infatti i primi downshifter sono manager, CEO, dirigenti che guadagavano molto ma che vivevano esclusivamente per il lavoro.

A mio avviso chiunque può farlo. Non è fattibile solo per coloro che non si rendono conto di dipendere dalle cose che posseggono o dalla smania di ricoprire determinati ruoli nella società.

 

8- Parli spesso di crescita personale, pensi che questa sia collegata a quella professionale?

Ti dirò di più. Non esiste crescita professionale senza prima crescere come persona. Volendo, professionalmente puoi raggiungere notevoli risultati economici ma senza uno sviluppo sul piano umano, il castello crolla. Quanti personaggi pubblici famosi si sono autodistrutti pur avendo materialmente tutto? Certo, la massima aspirazione è crescere sul piano umano per poi fare altrettanto su altri livelli.

 

9- Il momento più bello e quello più difficile in questi anni di cambiamento?

Il momento più difficile è stato poco dopo aver dato le dimissioni. Ma questo solo perché una persona a me cara si ammalò di tumore al colon. Persi in quel momento l’entusiasmo necessario per intraprendere la mia nuova vita lavorativa. La sua guarigione fu talmente insperata che gli stessi medici ancora oggi non sanno darsi una spiegazione (sul mio blog personale parlai di miracolo).

Il momento più bello credo stia per arrivare. Come sai sto valutando quella che sarà la mia nuova residenza. Conto di trasferirmi all’estero entro la fine dell’anno in quanto la pressione fiscale italiana è l’unico vero ostacolo alla mia attività.

Diversamente sarei rimasto nel borgo dove ho casa. Per ora la scelta pende verso Malta o Canarie dove la tassazione è molto vantaggiosa. In particolare sull’ultima amando molto la lingua e cultura spagnola.

Oltre a questo il costo della vita è molto basso (considerata meta per i pensionati e downshifter).

Una volta stabilitomi voglio intraprendere un’esperienza come nomade digitale viaggiando continuamente per brevi periodi. Al momento punto a farlo per 1-2 mesi per volta. Ma potrei anche dilungarmi. Tutto è possibile.

 

10- Un consiglio per chi vorrebbe cambiare vita ma non sa da che parte cominciare?

Temo di ripetere lo stesso consiglio che sentiamo spesso perché non penso che ve ne siano altri. Dobbiamo capire come voler vivere e trascorrere gran parte delle nostre giornate. Tutto ha origine da questo.

Ma prima ancora comprendere il vero scopo della propria vita. Sembrerà un concetto esoterico ma credo sia la cosa più difficile in assoluto. Ci sto ancora lavorando. Il mio aspetto spirituale e la mia fede in generale negli ultimi anni hanno vacillato continuamente.

Ma ripensando a quel miracolo di cui vi parlavo, sono tornato a metterli al centro dei miei interessi. Il resto verrà da sé.

 

Alessandro Cosimettiwww.alessandrocosimetti.com

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Valerio Plessi - Viaggiatore, fotografo e adesso anche blogger. Ho studiato e lavorato in Belgio e Stati Uniti ma adesso la mia base è Londra. Ho viaggiato in 45 paesi sempre in maniera indipendente, tra cui 14 mesi zaino in spalla dal Messico fino all'Argentina. Mi piace scrivere di viaggi e stili di vita alternativi.

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comments

2 Comments

  1. William says:

    Seguo Alessandro e ciò che scrive nel suo blog da piu’ di un anno.
    La sua è una storia non solo molto bella ma che mi ha aiutato molto ,mi ha davvero ispirato e mi ha fatto comprendere cosa voglio fare nella mia vita.

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  1. Sono stato intervistato da Valerio Plessi di Cambio Vita. A lui ho raccontato la mia vita professionale. In particolare i motivi che mi spinsero a mollare ben 2 volte un contratto indeterminato.

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